L’ossigeno è un elemento fondamentale per la vita non solo dell’uomo.

Per questa ragione l’ossigeno viene sempre associato ad un elemento vitale e mai come un potenziale pericolo.
L’aria che normalmente respiriamo ha una concentrazione di ossigeno pari a circa il 21%.
L’ossigeno però si comporta in maniera completamente differente da tutti gli altri gas presenti nell’aria.

La pericolosità dell'ossigeno allo stato gassoso deriva dal fatto di essere il comburente per eccellenza nella maggior parte combustioni.
Tutti i materiali non completamente ossidati (ad esempio olii e grassi) reagiscono violentemente con ossigeno gassoso dando origine ad una reazione esotermica (che genera calore).

Proprio l'essere il comburente per eccellenza fa si che l'ossigeno velocizzi il processo di combustione al punto da renderlo, una volta innescato, praticamente incontrollabile e paragonabile ad una esplosione.

Inoltre la più parte dei materiali anche quelli ritenuti ignifughi in ambiente
atmosferico cambiano il loro comportamento in un ambiente con presenza percentuale di ossigeno superiore a 25%, abbassando la temperatura di ignizione.

Per dare un esempio degli effetti devastanti dell’ossigeno nelle combustioni all’aumentare della sua concentrazione in aria basti pensare che:
con il 25% di concentrazione di ossigeno in aria il tempo di ignizione per i vestiti è di 20 secondi, con il 30% di concentrazione gli stessi vestiti prendono fuoco in 10 secondi e quando la percentuale di ossigeno passa al 40% il tempo si riduce a 5 secondi.

Come illustrato in tabella qui sotto allegata


 L'ossigeno gassoso risulta quindi un eccezionale ed ineguagliato facilitatore di fenomeni legati alla combustione, velocizzando la combustione e abbassando la temperatura di ignizione dei materiali.

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Queste caratteristiche tipiche ed uniche dell'ossigeno gassoso rendono anche enormemente pericolosa la sua gestione.

Tale pericolosità inoltre non è proporzionale alla dimensione dell'impianto, ed anche semplici errori o non conoscenza della problematica hanno comportato eventi catastrofici come purtroppo il tragico incidente nella camera iperbarica (satura di ossigeno) dell'ospedale Galeazzi ha dimostrato (11 morti per un non applicazione di banali procedure di sicurezza).

Nel settore siderurgico il più grande incidente si è verifica in India nell’ottobre del 2013 dove a causa di alcuni errori nella progettazione e umani nella gestione operativa è andata completamente persa una linea ossigeno con distruzione di parte di stabilimento e perdita di 19 operatori presenti nell’area.

Immagine della control room andata completamente distrutta nell’incidente.

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Per ulteriori indicazioni si veda le evidenze emerse nel corso di uno degli ultimi congressi mondiali sulla pericolosità dell’ossigeno tenutosi a Singapore nel 2018 (vedi qui e qui).

Anche nel settore metalmeccanico si sono verificati diversi incidenti che hanno provocato sia lesioni importanti e alcuni decessi negli addetti per diverse motivazioni, dal non rispetto delle norme nella progettazione dell’impianto fino ad errori umani derivanti da scarsa conoscenza della problematica.

Vista la facilità dell'innesco, la velocità della propagazione della combustione e la severità del danno atteso in ambiente con presenza di ossigeno gassoso, ne deriva che questo fluido per essere trattato in
sicurezza richieda criteri di prevenzione e di mitigazione del rischio pensati e realizzati ad hoc.

Purtroppo il quadro Legislativo e Normativo italiano esistente è estremamente carente in quanto non affronta in alcun modo le specifiche tematiche relative all'ossigeno gassoso e alla sua in gestione in sicurezza.

L'attuale D.L.81 infatti è troppo generico e non fa alcun riferimento all'ossigeno gassoso.
D'altronde anche la Normativa Europea CE PED si occupa solamente della gestione della pericolosità derivante dalla pressione senza occuparsi delle caratteristiche del fluido.

In sintesi quindi la situazione è la seguente:

  • L’ossigeno NON viene percepito come un pericolo
  • L’utilizzo dell’ossigeno gassoso comporta in realtà rilevanti pericoli nella sua gestione
  • La gestione dell’ossigeno richiede competenze specifiche (nella progettazione dell’impianto, nella scelta dei materiali e apparecchiature e nella formazione del personale
  • Il quadro normativo italiano purtroppo non da indirizzi adeguati
  • In parallelo a livello globale (Europa, Asia, Nord America) sono stati sviluppati standard comuni per progettazione, scelta materiali e componentistica, procedure e formazione del personale.

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